Il caso dei servizi fotografici di nozze non autorizzati presso gli scavi di Stabia, Pompei ed Ercolano

Anche le location per le foto di nozze possono diventare un problema: lo sanno bene i cittadini di Castellammare di Stabia, che si sono mobilitati con un’azione social piuttosto efficace.

Sebbene la notizia risalga a qualche tempo fa, non si può dire che il tema nuziale di cui tratta non sia così attuale.

In effetti, avere un servizio fotografico coi fiocchi significa necessitare della location adatta per i novelli sposi ripresi ed immortalati.

Il luogo prescelto, sia all’aperto che al chiuso, notoriamente ha un fascino di tutto rispetto, mentre si ritrae la coppia felice in dolci atteggiamenti, sul cui sfondo si ammirano paesaggi lussurreggianti o, comunque, posti caratteristici.

Ribadiamo: come questo può essere un problema? Diciamo che ci sta di mezzo una trovata pubblicitaria, che sì ha avuto il merito di essere chiacchierata, ma che ha anche parecchio inferocito gli abitanti di Castellammare di Stabia.

Infatti, un parrucchiere della zona ha avuto l’ardita idea (di successo, almeno dal punto di vista marketing, perché ancora se ne parla…) di realizzare un servizio fotografico in piena regola presso gli scavi di Pompei.

La modella ingaggiata, vestita da sposa, posava serenamente sul prezioso intonaco rosso pompeiano di Villa San Marco, rischiando di danneggiare lo storico bene culturale, con i suoi affreschi e mosaici.

Le foto sotto accusa sono quattro scatti con la modella in questione appoggiata ai muri della villa romana oppure sdraiata sul pavimento in micromosaico (sempre romano); ancora, mentre, in piedi, punta una gamba contro lo storico muro, indossando vertiginosi tacchi a spillo.

Purtroppo, di questi ultimi tempi, Pompei è negativamente alla ribalta per il grado di desolazione ed incuria statale in cui sta versando: si vede che questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, in quanto la controffensiva dei cittadini di Castellammare di Stabia non si è fatta attendere.

In poco tempo hanno creato una pagina Facebook dal titolo “Invadiamo il Ministero e la Soprintendenza con e-mail di protesta”, un “evento” che è stato celermente preso in considerazione dalle istituzioni in causa.

Il Sopraintendente, infatti, ha ringraziato la denuncia della situazione, richiedendo, poi, l’intervento della direttrice dell’ufficio di Stabia per non autorizzare più alcun servizio all’interno delle ville di Pompei, Ercolano od, appunto, Stabia.

In effetti, non è un caso isolato: con questa disposizione si spera di scoraggiare fotografi non professionisti ad impiegare questi preziose testimonianze storiche per i loro servizi, rischiandone l’integrità.

Insomma, anche una foto di nozze (vera o presunta che sia) può scatenare (giustamente) diversi problemi: come sempre, tutto sta nella coscienza di ogni singola persona.

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